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Ancora tre film prima della proclamazione del vincitore
Three more films before the winner

CARNAGE
Nessun buono nella commedia dark diretta da Roman Polanski, presentata a Venezia 68, ma quattro eccezionali attori, nei panni di piccolissimi borghesi. Narra la storia di due mariti e di due mogli, che si incontrano per discutere della rissa scoppiata a scuola tra i rispettivi figli. “Cose da ragazzi” sembrerebbe. Ma si trasformerà in una carneficina, senza sangue e senza prodi combattenti, con l’esplosione delle nevrosi dei quattro genitori. Cinico e spietato il Polanski dell’esilio parigino.
There are no good in the dark comedy by Roman Polanski, but four great actors in the shoes of small bourgeois. The film tells the story of two husbands and two wives, who meet to discuss the brawl between their children. “Things guys”. But it will turn into a slaughter, bloodless and without heroes, but with the explosion of the neuroses of the four parents. Polanski is cynical and cruel from Paris exile.
L’ULTIMO TERRESTRE
È sicuramente la sorpresa del Festival, l’ultimo film italiano in concorso. Per la regia di Gian Alfonso Pacinotti, meglio conosciuto come Gipi, racconta la storia di un cameriere, durante l’ultima settimana prima dell’arrivo di una comunità aliena. Solo ed inadeguato, Luca Bertacci lavora in un Bingo fino a quando la morte del gatto della dirimpettaia non muoverà la sua piatta vita.
It is the surprise of the Festival, the last Italian film in competition. Directed by Gian Alfonso Pacinotti, called Gipi, the movie tells us the story of a waiter, during the last week before the arrival of an alien community. Alone and inadequate, he  works in a bingo until the death of the neighbor’s cat.
4:44 LAST DAYS ON EARTH
Cosa accadrebbe se gli abitanti della Terra fossero a conoscenza del giorno e dell’ora precisi della morte di tutti e della fine del nostro pianeta? Quale sarebbe la reazione a una fine collettiva? Sicuramente vivendo tutti la stessa ansia riusciremmo a trovare una sorta di serenità collettiva. È questo il messaggio che Abel Ferrara cerca di comunicare con il suo ultimo film, minimalista, ma efficace sulla fine del mondo. Diverse le reazioni dei protagonisti: chi si affida alla benedizione del Papa, chi si butta dalla finestra, chi ride, chi cerca ancora la speranza, chi fuma l’ultima sigaretta, chi decide di stordirsi con alcol e droghe e chi decide di vivere gli ultimi istanti dell’esistenza nel pieno della lucidità, bevendo solo acqua.
What if everybody on the earth would know the exact date and hour of the end of our planet? What would be the reaction to a collective end? In living the same tragic condition we all probably find a sort of serenity. This is what Abel Ferrara approach in his last movie, minimalistic and also forceful. Differents are the reactions of the characters: some put their own on Pope’s blessing, some throw themselves out of the window, some laugh, some still look for hope, some smoke the last cigarette, some drink as much alcohol as they can and some try to live the last moments of their life keeping a clear head, just drinking water.

Chitarre galoppanti, trip e tanta elettricità.

Originari di San Francisco, i Wooden Shjips non sono il solito gruppo emergente che arriva d’oltreoceano; niente chitarre semplici ma danzerecce, niente bellocci scheletrici vestiti dallo stilista “cool” di turno, qui si fa sul serio.
Formatisi nel 2006 i nostri hanno all’attivo già 3 album di cui uno doppio, diversi singoli ed LP.
L’attuale formazione vede Ripley Johnson alla chitarra e voce, Jarmier Dusty al basso, Nash Whalen all’organo e per concludere alla batteria Omar Ahsanuddin. Entrati in studio lo scorso inverno insieme al producer Phil Manley (GURU), i quattro dopo essersi autoprodotti due album successivamente usciti per la Holy Mountain, una miriade di altre release solo su vinile, hanno dato via ad un lavoro che al suo interno converge e filtra le più disparate sfaccettature del rock alternativo dell’ultimo decennio e nn solo. Si, senz’altro i suoni psychedelici made in west coast la fanno da padrona, ma c’è di più;  il sound cupo, profondo, rumoroso, di Suicide,  Jesus and Mary Chain, ma anche l’organo dei Doors meno fiorito, ma abbastanza efficace e per finire con ed un certo Kraut-Rock spaziale.
In poco meno di 38 minuti “West”, questo il titolo dell’album uscito in agosto per l’etichetta Thill Jokey (…Tunng), stupisce per la forza artistica e la possente personalità. La struttura musicale è corposa, mai scontata, i ritmi sono ossessivi, lisergici nei punti più profondi. Un album post-moderno dove nonostante la complessità della composizione musicale rimane un discreto indice accessibilità sia nel testo che nella melodia che rende il tutto sostanzialmente più appagante.
 

Secondo me: Uno dei Migliori album del 2011.

TRACKLIST:
1. Black Smoke Rise
2. Crossing
3. Lazy Bones
4. Home
5. Flight
6. Looking Out
7. Rising


Wooden Shjips – Black Smoke Rise from Thrill Jockey Records on Vimeo.

Due speciali nuovi arrivi per la prima volta alla Biennale
Two special new-arrivals for the first time at the Biennale

EVA
La spagna si vota alla fantascienza, Kike Maìllo, dopo vari corti [come Los Perros de Pavlov] e serie televisive arriva al cinema con la storia di Alex, interpretato dal bravo Daniel Bruhl di Goodbye Lenin, un ingegnere cibernetico alle prese con la creazione di un robot bambino e con l’incontro di una bambina in carne ed ossa: Eva.
Spain give herself into the science fiction, Kike Maìllo, after some short movies [like Los Perros de Pavlov] and a Tv serie approach cinema with the story of Alex, played by the talented Daniel Bruhl also in Goodbye Lenin, a cynernetic scientis that have to deal with both the creation of a robotic child and a real child in flesh and bones: Eva.


THE INVADER
Dalla videoarte arriva il Belga Nicolas Provost assiduo frequentatore della Berlinale cui piace lavorare con i cortocircuiti del mezzo comunicativo [visitate il suo canale youtube] arriva alla Biennale con il primo lungometraggio, un thriller su un anti eroico immigrato e la sua battaglia per sopravvivere economicamente ed emotivamente nel suo nuovo mondo. Nel cast anche Stefania Rocca.
Nicolas Provost comes from videoart, he is a regualr at the Berlinale and he often explore the short circuits of the comunicative means [take a look in his Youtube Channel] and shows at the Biennale his first full-lenght film, a social thriller about an anti-heroic immigrant and his struggle for economic and emotional survival in the new world. Also in the cast the italian Stefania Rocca.
E’ notizia di poche ore, ma già impazza per la rete..Nike a breve lancerà la mitica McFly.
We don’t know if it’s real, but before the end of the year, Nike will release the McFly edition sneaker.

Ora, se non hai minimamente idea di cosa stia parlando, facciamo che esci dal blog, non finisci di leggere il post e ti leggi The blonde salad.
Per chi invece sta sbavando come me, vi lascio al video trovato in rete ed esorto chiunque abbia informazioni a dirci di più.
Now, if you have not the slightest idea what we’re talking about, go away from here, don’t read the post and follow this cool blog The blonde salad.
Instead, if you had information about this release, please mail us.
Chris Martin si veste da contadino e presta The Scientist per una campagna in favore delle coltivazioni sostenibili. 
Chris Martin play the role of the farmer and borrow The Scientis for a campaign supporting sustainable farming.

Back to the Start oltre ad essere il ritornello di una delle canzoni più famose dei Coldplay è in questi giorni uno dei video più visti su Youtube. Protagonista di questo corto di animazione è un contadino che da una svolta industriale alla sua attività, per poi pentirsi delle proprie scelte e decidere di tornare a coltivare la terra come una volta. 
Chipotle è un’organizzazione no profit che sostiene le coltivazioni sostenibili e a basso impatto che ha ideato la campagna. La versione di The Scientist che fa da colonna sonora al video è cantata dalla leggenda della musica country Willie Nelson, è in vendita su iTunes e il ricavato viene devoluto per sostenere le campagne dell’associazione. 
Back to Starts beside being the refrain of one of the most popular Coldplay’s song is in these days one of the most viewed videos on Youtube. The protagonist of this animated short is a farmer with a new industrial twist to his activities, and then regrets of his choices and decides to come back to farm the land as he did before. 
Chipotle is a no profit organization that supports sustainable and low impact farming and that created the campaign. The version of The Scientist  that becomes the soundtrack of the video sung by the country legend Willie Nelson  is on sale on iTunes, the proceeds go to support the campaigns of the association.

In concorso grandi classici e film indie
Classics and indie movie in competition

QUANDO LA NOTTE
La macchina da presa di Cristina Comencini torna a inquadrare l’essere umano in balia delle emozioni, dei suoi pregi e dei suoi difetti. Tratto dall’omonimo romanzo, il film è incentrato sulla maternità, combattuta, difficile e non retorica, sull’ambivalenza del sentimento materno, ormai non solo naturale destino, ma anche faticosa scelta culturale. Girato ai piedi del Monte Rosa, perché si ha l’impressione che proprio in montagna si riesca a trovare un momento unico di verità, anche con scene di violenza psicologica (infatti anche i desideri peggiori e violenti se esorcizzati e raccontati si annullano), esprime la necessità e la fatica di avere rapporti tra esseri diversi.
Cristina Comencini back to frame the human being at the mercy of emotions, its strengths and its flaws. Based on the novel, the film focuses on motherhood, fought, difficult, and not rhetoric, maternal ambivalence of feeling, now not only natural destiny, but also tiring cultural choice. Shot on Monte Rosa, because there is a unique moment of truth, despite the scenes of psychological violence, the movie describes the need and the effort to have the relationships between different beings.

DARK HORSE
Dopo “Perdona e dimentica”, presentato a Venezia 66, Todd Solondz torna al Lido con una perla rara. Dark Horse, tipica espressione inglese usata per indicare il cavallo non favorito in una scommessa, è la storia di Abe, un trentenne troppo grasso, troppo pigro, troppo insicuro, troppo ottimista e troppo infantile, della sua famiglia, di un padre che lo licenzia perché inetto e di una madre incosciente casalinga disperata. Ma il ragazzone si innamora di una malaticcia ragazza, che pur senza riuscirci, cercherà di farselo piacere.  Con il suo tocca di melanconica ironia e la sua narrazione sopra le righe, Solondz riesce sempre a raccontare la nostra civiltà, e riesce a farci ridere sulla disperazione umana, su vite spaventose e senza via d’uscita, sulla tragedia di non essere mai amati.
After “Life During Wartime”, seen in Venice 66, Todd Solondz returns to the Lido with something original. Dark Horse, a typical English expression used to indicate the horse is not favored in a bet, is the story of Abe, a thirty year old too fat, too lazy, too insecure, too optimistic and too childish, his family, the father who fires him because of an inept and the desperate housewife mother. But the big guy falls in love with a sickly girl, and she will not love him. With its touches of melancholy and irony, his narrative over the top, Solondz tells our civilization, and laughs about human despair, terrible lives, tragedy of never being loved.

WUTHERING HEIGHTS
Il viaggio di Venezia 68 prosegue per le Cime Tempestose di Emily Brontë, Wuthering Heights con la regia di Andrea Arnold. La storia è nota: il giovane Heathcliff senza fissa dimora viene accolto da un contadino dello Yorkshire in visita a Liverpool, ed intreccia una relazione morbosa con Cathrine, la figlia dell’uomo. Ma se i luoghi e la trama restano immutati, nella rilettura della regista, il povero Heathcliff diventa un giovane di colore, che porta con sé una componente fortemente polemica, ma anche attuale. E rimane intatta la grande passione che avvolge tutto il romanzo. Ovviamente.
68th Venezia continues with the movie Wuthering Heights by Andrea Arnold, based on the novel by Emily Brontë. The story is known: young homeless Heathcliff is received by a farmer, visiting Liverpool, and has a relationship with Cathrine, the man’s daughter. But if the places and the plot remain unchanged, Heathcliff becomes a black man in the movie. And there is always a great passion as in the novel. Obviously.

Tre pellicole sui momenti che cambiano la vita nelle sezioni nascoste di Venezia 68
Three movies about that moments that changes our lives in the hidden sections of Venezia 68

Tre generi differenti e tre registi agli antipodi, tre film che parlano di contagio in tre varianti diverse ma sempre di qualcosa che ci tocca e cambia per sempre.
Three different genres for three poles apart directors, three movies about contagion in three declensions but both abouth something that touches us and change us forever.
CONTAGION
Più che un film sul diffondersi di un virus altamente contagioso il 34esimo lavoro di Soderbergh [Sex Lies and Videotapes, Traffic, Ocean’s series] segue il contagio del vero fattore critico, il panico. Lo fa servendosi di un cast insolitamente costituito: Marion Cotillard, Matt Damon, Jude Law, Kate Winslet, Gwyneth Paltrow.
More than a movie about the diffusion of an hig contagious virus the 34th work of Soderbergh [Sex Lies and Videotapes, Traffic, Ocean’s series] focuses on the contagion of the real critical factor, panic. He does thanks to an unusual-built cast: Marion Cotillard, Matt Damon, Jude Law, Kate Winslet, Gwyneth Paltrow.

RUGGINE

Tratto dal romanzo di  Stefano Massaron, Ruggine scava nella malattia del passato, silenzioso compagno che a volte infetta tutta un’esistenza. Valerio Mastrandrea, Filippo Timi e Valeria Solarino sono i testimoni adulti di un’esperienza drammatica che li accompagna da una calda estate di fine anni ’70.
Based on the novel by Stefano Massaron, Ruggine carves in the sickness of the past, silent fellow that sometimes infects a whole life. Valerio Mastrandrea, Filippo Timi e Valeria Solarino are the adult witnesses of a dramathic experience that haunt them since a hot summer of the late seventies.

AMORE CARNE

Attore e Regista, Pippo Delbono partecipa a Venezia con un film sulla sieropositività, purtroppo ancora croce e taboo dei nostri tempi. nei suoi 109 minuti scorrono amore, poesia, carne e tutto ciò che questi comportano: passione, dolore, tragedia, umorismo.
As an actor and director, Pippo Delbono enters in Venice with a movie about seropositivity, unfortuntely a big taboo of our times yet. In his 109 minutes slide on the screen love, poetry, flesh and everything related to them: passion, pain, tagedy and humor.

Se siete rimasti stregati da Instagram ed è diventato il vostro modo preferito di modificare e condividere foto, non resisterete al fascino del fratello minore, Instabam. Dopo avervi geolocalizzato, l’app vi mostrerà le foto di altri utenti scattate nel giro di 5 km. “Vedere il luogo in cui vi trovate attraverso lo sguardo degli altri è stranamente affascinante” così il team motiva l’ideazione della nuova app. 
If you already use Instagram, you probably should try to use his younger brother, Instabam. Through GPS, the app will find your location and show you other user photos of the same area around 5 km. “Viewing your current location through the eyes of others is weirdly memerising” with these word the developer team motivates Instabam’s creation.
Mentre i miei colleghi erano in laguna a fare gli intellettuali io stavo disperatamente cercando di riprendermi da un lungo periodo di disorganizzaione del quale, se fossi davvero professionale, non dovrei neanche parlare.
E’ il momento di rimettersi in carreggiata e voglio farlo nel migliore dei modi. Qualche mese fa mi sono imbattuta in quello che mi è sembrato il più geniale blog di cucina mai visitato. Il nome Cooking By Dummies dice già molto, ma di certo non tutto. Dopo averlo scandagliato a fondo ho approfondito la ricerca. Tra i primi risultati ovviamente esce la pagina Facebook, faccio like e spulcio tra le identità dei giovani ideatori e scopro che si sono laureati ad Urbino… quasi dei colleghi. Faccio per scrivere il post poi, l’illuminazione… E se provassi ad intervistarli? Detto, fatto. Eccoci qui con Saverio e Lorenz, ideatori, redattori, cuochi e fotografi di Cooking By Dummies. Iniziamo spiegando questo nome.
* per comodità d’ora in poi indicherò con la lettera I. di intervistatrice (!) le domande e con la lettera D. le risposte dei nostri dummies.
D. Il nome, il nome perchè tutto nasce dal fatto che siamo dei nerd e che essenzialmente siamo sempre di fronte al compute. Bene o male, per ogni argomento che riguarda l’informatica c’è un manuale che si chiama “x for dummies”, per tontoloni, visto che in questo caso i tontoloni siamo noi che cuciniamo, abbiamo pensato di sostituire il “for” con il “by” che rende l’idea.
I. Spiegazione esaustiva. Ripetiamo che siete online da qualche mese, otto mesi per la precisione (alla data dell’intervista 12 mag 2011, ndr). Il progetto, invece nasce da…?
D. Otto mesi e un giorno!
I. Facendo di necessità virtù il fatto che per anni vi siete dovuti cimentare ai fornelli…
D. Esatto! Per non mangiar soltanto piadine e insalata. 
(Tralascio qui una disquisizione sulla malvagità della crescia urbinate, per chi non la conoscesse una  specie di piadina sfogliata e fritta, ovviamente farcita, ndr)
I. Quanto tempo dedicate al blog, tra la ricerca delle ricette, l’elaborazione vera e propria e la cura della pubblicazione che, ricordiamo è ricca di sarcarsmo e corredata di esilarante reportage fotografico? 
D. Bhè, sempre troppo tempo rispetto a quello che dovremmo. Diciamo che nell’arco di una settimana, un giorno è tutto per il blog. Dipende dal numero di ricette che facciamo, però almeno due o tre serate. In realtà poi questo è il tempo non considerando quello in cui cuciniamo, quello fa invece parte del tempo in cui si mangia.
I. E le vittime? Quante ne sono state mietute rispetto al tempo dedicato al piano malvagio?
D. Bhe un’ottima proporzione 1:1, almeno! In realtà fino ad ora non abbiamo ancora ucciso nessuno, ma questo in gran parte è dato dal fatto che non si fida più nessuno di assaggiare le nostre preparazioni.
I. E’ vero, infatti, che gli amici sono ritratti prevalentemente nella prima ricetta, quella della fonduta. Poi c’è una latitanza inspiegabile di amicizie! Mentre invece mano a mano che scrivete compaiono dei termini prettamente culinari, come mondare… Non è che a furia di scrivere state diventando sempre meno “dummies”?
D. Mhhhhhhhhhhh. Mha! Questa potrebbe essere un’ottima teoria, sbagliata di principio! Bhè in realtà un miglioramento progressivo ci sarà, non tanto nel cucinare, quanto nell’organizzarci con i tempi. Prima per fare un uovo sodo, fare le foto e tutto quanto ci mettevamo una giornata, invece adesso siamo super dinamici! 
I. Bhè ma saprete che la cucina è per lo più organizzazione, quindi siete sulla buona strada! E quando non sarete più dummies come chiamerete il blog?
D. Il rischio che ciò accada è molto ridotto, poi in ogni caso saremo dummies in tante altre cose (modesti, ndr).
I. Io personalmente spero che  non perda questa natura, trovo che il vostro blog sia innovativo per questo.
D. No infatti la cosa divertente è che speriamo che anche chi legge il blog non sappia cucinare come noi.
I. In numerose ricette ci sono ingredienti di ispirazione asiatica come zenzero, soia, wasabi (tritato a kili nelle fragole) da dove viene questa passione per la cucina orientale?
D. Qui tutto nasce dal sushi di cui Saverio è un grande consumatore e/o produttore. Questo nasce dal fatto che a dispetto di quello che si può immaginare noi poi le ricette le mangiamo veramente. Quindi quando compriamo delle cose per una ricetta le riutilizziamo anche per quelle successive.
I. Qui i dummies ci insegnano anche nozioni di economia domestica (altro che la Clerici!). Ho visto anche che a lato delle ricette compaio dei consigli pratici che, data la loro fondatezza scientifica comprovata, sono l’elemento che un più si allontana dallo stile del blog.
D. In gran parte i consigli sono nati dall’esperienza. Per esempio quando cucinavamo la sacher ci siamo accorti che se uno mischia l’acqua al cioccolato caldo avviene l’improbabile e l’irreparabile così abbiamo pensato di scriverlo. Consigli basati sull’esperienza e su wikipedia. Da bravi nerd!
I. Lorenz e Saverio. Chi sono fuori dalla cucina?
D. Ah. essenzialmente quello che sono ai fornelli, non cambia di molto. Due deficienti (questo lo dicono loro, ndr) che provano varie cose nella vita con successi altalenanti. Ci descriverei in questa maniera. 
I. Altalenanti non proprio! Siete due informatici e lavorate da informatici in più c’è chi porta avanti delle passioni, come la musica… Chi dei due contribuisce maggiormente all’apporto musicale di fine ricetta? E’ la passione che vi guida o la scelta avviene su base tematica per suggerire il mood adatto alla degustazione?
D. Che domanda difficile! A volte la scelta è proprio chiara, lapalissiana, altre volte invece cerchiamo ore qualcosa su youtube di compatibile con la ricetta, senza gran successo (che giovani disfattisti! ndr) Poi in realtà non è sempre solo musicale, cioè in genere sì, ma abbiamo anche postato cose che avevano ben poco di musicale come per esempio la musica dei pianeti, che è quella teoria per cui i pianeti fanno rumore, però in realtà non si sente niente, quindi abbiamo messo un video muto. Non siamo dei sommelier musicali!
I. Abbiamo già detto che siete dei nerd. Quanto è nerd la cucina dei dummies?
D. Secondo noi la cucina è una cosa intrinsecamente un po’ nerd, perchè c’è un’attenzione al dettaglio che va un po’ oltre il normale. Il fatto per esempio di avere un coltello per tagliare ogni tipo di formaggio, cioè noi non ce l’abbiamo, ma teoricamente… bhè è una cosa che è nerd di suo e ci piace! E poi ci sono degli attrezzini che abbiamo, tipicamente nerd come il guanto da forno pixel, le formine per il ghiaccio a forma di Titanic e di iceberg o a forma di alieni di space invaders. C’è anche una bibbia a cui ogni tanto ci ispiriamo che è Cooking for Geeks che è la nostra guida spirituale più seria. Poi ce ne sono altre un po’ meno serie come Emeril Lagasse, il cuoco che quando cucina urla sempre BAM! E la cosa ci ha un po’ contagiato. 
I. Progetti futuri?
D. Inaugurato con i supplì di riso, lo streaming in diretta via ustream è stato sorprendentemente un seccesso. Una ventina di contatti che ci vedevano cucinare e commentavano con commenti indicibili in diretta, ma tutti giusti! Questa potrebbe essere la nuova frontiera del blog. Poi visto che io (Saverio, ndr) ho deciso di inziare a godere della fama, pensavamo di cominciare a fare qualcosa di più collaborativo con gli utenti, ma questo forse un pochino più in là. Poi c’è da dire che il vero scopo del blog è mettere per iscritto tutte le stron****, posso dire stron****, che diciamo durante la giornata. Tipo mentre cuciniamo diciamo delle cavolate e corriamo a scriverle per non perderle. Forse riusciremo a fare qualcosa quando avremo un logo serio, tipo tazze e merchandising da regalare quando raggiungeremo il 128 esimo like su Facebook! E comunque l’obiettivo finale del blog è la conquista mondiale.
I. Inutile chiedere con quali mezzi?
D. L’avvelenamento della popolazione, quindi la conquista mondiale passa un po’ per lo sterminio. Rimarremo noi due e gli affiliati della prima ora che già hanno gli anticorpi per le ricette. Potremmo dire che “un like su Facebook, salva una vita”!
I. Ecco io il mio l’ho già messo, quindi possiamo dire che sono salva! 
Arriva il momento in cui, increduli per l’intervista appena rilasciata, passano al contrattacco rivolgendo a me una sola fatidica domanda che rivela ancora una volta l’immensa modestia di questo duo culinario:
“Ma te, come ci hai trovato?” Non sto ovviamente qui a svelarvi le mie risorse, riporto la conclusione della conversazione con questi due giovani brillanti che si rivolgono proprio a voi, popolo della rete. 
Aggiunge Saverio: Siamo aperti a consigli e suggerimenti di ogni genere, anche espressi in modo violento.
I. Quindi questo è un invito a chi visiterà la vostra pagina a insultarvi?
D. Anche, il nostro narcisismo si nutre anche di questo!
Orsù cosa aspettate, fate like alla pagina Facebook, se non dovesse interessarvi la cucina vi sarete guadagnati la salvezza nel caso in cui il piano diabolico di Lorenz e Saverio vada a buon termine.

NEW ERA CAP CONTEST

La famosissima marca di cappelli da baseball New Era ha appena lanciato un progetto creativo che incoraggia i  designer del mondo intero a scatenare al loro creatività sui nuovi cappellini: 59FIFTY.

I progetti vincitori veranno stampati in un libro creato apposta per il concorso, saranno esposti in gallerie d’arte nel mondo intero e riceveranno £10.000 sterline (all’incirca 11.400€) per cominciare la loro propria attività.Per chi volesse partecipare può farlo visitando questo sito  prima del 7 settembre.
The famous brand of baseball hats New Era has just launched a project that encourages creative designers around the world to unleash their creativity on new hats: 59FIFTY. The winning projects will be printed in a book and will be exhibited in art galleries throughout the world and receive £ 10,000 pounds to start their own business. If you are interested, visit the site before 7 of September.

Good luck!

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